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Evento 9 Ottobre 2015

Luigi Zoja

Utopie Minimaliste

Dove sono finite le grandi utopie del passato come fascismo, nazismo, comunismo?
Le utopie massimaliste hanno dominato il secolo scorso. Con la promessa di un mondo migliore hanno acceso passioni viscerali seminando violenze peggiori di quelle che volevano combattere.
L’autore di questo libro, il saggista Luigi Zoja, presenta molti esempi di pensatori utopistici “massimalisti”, esamina e critica la realizzazione dei loro grandi progetti mostrandone falle e contraddizioni e, nel contempo, esprime una propria utopia, “minimalista”, disseminandone i dettagli nei vari capitoli.
Nell’inquietante scenario del XXI secolo le utopie minimaliste occupano uno spazio psicologico ancor prima che politico, non impongono modelli dall’esterno ma propongono un cambiamento interiore che passa dal rispetto dei ritmi naturali del corpo e della mente oltre che dell’ambiente, delle persone e degli animali che abitano il mondo.
Forse questa è la cura per l’uomo contemporaneo che vive in una società minacciata da un fatalismo di massa e non sembra perseguire alcuna utopia, eppure ne avrebbe bisogno, se vuole vivere meglio e salvare da un’imminente distruzione il globo terrestre insieme ai suoi abitanti.
In questo libro Luigi Zoja, da sempre interessato alla psicologia degli eventi sociali, mette in scena una trama finora inesplorata dell’utopia, con una straordinaria ricchezza di riferimenti storici, politici ed economici.
Un lavoro anzitutto di coscienza (nel doppio senso di consapevolezza e moralità), che può disegnare la strada verso un mondo più desiderabile.
Se le grandi utopie del passato sono fallite, forse oggi si può provare con utopie meno dirompenti, basate su un’evoluzione interiore dell’uomo che porti a vivere meglio lui e chi lo circonda. L’utopia minimalista di Zoja è quella di un regime socialdemocratico che riconosca a tutti gli uomini il diritto all’acqua, alla luce, all’aria pulita, al silenzio. Una vita sociale che sia improntata alla giustizia, una politica del territorio che rispetti piante e animali, un’alimentazione più ecosostenibile.
Se in tanti oseranno differenziarsi dalla massa per perseguire questi valori, rifiutando il consumismo e scegliendo uno stile di vita più naturale, il mondo risulterà cambiato, almeno per loro.

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